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Fumo

Tra i fattori di rischio che concorrono maggiormente alla perdita di anni vita in buona salute un posto di primo piano spetta sicuramente al fumo di tabacco, riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come uno dei più gravi problemi di salute pubblica al mondo. Dei quattro fattori individuati dal programma Guadagnare Salute, il fumo è sicuramente quello che viene percepito maggiormente come un rischio anche dagli stessi fumatori. La dipendenza dovuta alla nicotina contenuta nelle sigarette costituisce l’ostacolo principale per chi intende smettere di fumare, ma giocano un ruolo importante anche fattori di natura psicologica e sociale. Oltre al sesso e all’età, altri fattori che influenzano in maniera significativa la tendenza a fumare o meno sono la classe sociale e il livello di istruzione. All’interno della popolazione dei fumatori si possono individuare alcune categorie di soggetti che richiedono un’attenzione particolare come gli adolescenti, le donne in età fertile e i soggetti esposti al fumo passivo.

 

Anche se smettere di fumare può non sembrare semplice è la scelta migliore per recuperare anni di vita in salute. Chi non fuma, infatti, ha un’aspettativa di vita di ben 10 anni superiore rispetto ai fumatori. È quindi fondamentale provare a modificare un’abitudine dannosa per riabbracciare il benessere e vivere in salute.

 

Non esiste un unico metodo per smettere che sia valido per tutti. Per alcuni può essere più semplice, per altri più complicato. Ancor meglio, ovviamente, sarebbe non iniziare affatto: il periodo in cui buona parte dei fumatori accende la prima sigaretta è quello dell’adolescenza, quando si prova per la prima volta per “sentirsi più grandi” e spesso sotto l’influenza dei compagni. È questo in genere il periodo in cui si passa dal consumo occasionale alla dipendenza ma è anche la fase in cui è più facile smettere, in quanto si è influenzati più da fattori sociali che da quelli fisici legati alla dipendenza da nicotina. Sono quindi fondamentali gli interventi educativi che coinvolgano scuola e famiglia, luoghi privilegiati e più competenti per iniziare a educare alla salute e, nello specifico, a prevenire l’abitudine al fumo.

 

Le azioni normative degli ultimi anni, come il divieto di fumo nei locali pubblici, dimostrano che si può intervenire su fattori sociali, culturali ed economici per mettere il singolo nelle condizioni di rinunciare al fumo e di scegliere la salute.

 

 

              
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