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Il contesto internazionale

Le malattie non trasmissibili sono un argomento di primo piano per la sanità mondiale: secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), a livello globale, 3 persone su 5 muoiono a causa di queste patologie, a cui sono imputabili circa 36 milioni di decessi ogni anno e, nella sola Regione europea dell’Oms, l’86% e il 77% del carico di malattia dei decessi.

 

A livello internazionale Guadagnare Salute rientra nella cornice della strategia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche Gaining in health (pdf 654 kb) promossa dall’Oms nell’autunno del 2006. Leggi anche la traduzione in italiano, “Guadagnare salute” (pdf 300 kb), a cura del ministero della Salute. Si tratta di un approccio integrato che si pone come obiettivo l’intervento sui principali fattori di rischio (sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo, abuso di alcol) e il rafforzamento della prevenzione e del controllo attraverso sistemi sanitari adeguati. L’idea di fondo, come si dice all’interno del documento, è che «agendo globalmente sui principali fattori di rischio si può già ridurre grossa parte del carico di morti premature, malattie e disabilità che grava sui Paesi europei. Investendo nella prevenzione e migliorando il controllo delle malattie croniche si potrebbe migliorare la qualità della vita e il benessere, a livello sia individuale che globale».

 

Un altro documento di riferimento fondamentale è l’Action Plan Oms 2008-2013 sulle malattie non trasmissibili (pdf 58 kb) dove vengono definiti gli obiettivi e le azioni che devono essere implementate nell’arco di 6 anni. Nel Piano sono fissati gli indicatori di rendimento che devono guidare il lavoro dell’Oms, con particolare attenzione verso i Paesi a basso e medio reddito. Leggi sul sito del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie – Ccm l’approfondimento sul Piano d’Azione Oms 2008-2013.

 

Uno sguardo al passato

Volendo contestualizzare la lotta alle malattie croniche nella più ampia strategia di promozione della salute, l’orologio deve tornare al 1986, quando l’Oms pubblica la Carta di Ottawa (pdf 20 kb, leggi anche la traduzione in italiano pdf 177 kb). Il documento è basato sulla teoria socio-ecologica della salute e pone l’accento sui fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali e biologici che possono favorirla così come danneggiarla. Su queste premesse la Carta definisce il concetto di promozione della salute come il processo che consente alla gente di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Secondo la Carta promuovere la salute significa: 1. costruire una politica pubblica per la tutela della salute; 2. creare ambienti capaci di offrire sostegno; 3. rafforzare l’azione della comunità; 4. sviluppare le capacità personali; 5. riorientare i servizi sanitari.

 

Altre tappe importanti:

  • nel 2004, nel corso della 57° World Health Assembly, l’Oms adotta la Global Strategy on Diet, Physical Activity and Health (pdf 1,7 Mb). La Strategia individua nell’alimentazione scorretta e nella sedentarietà le cause principali di gran parte delle malattie croniche, proponendo quattro obiettivi fondamentali per il loro contrasto: 1. ridurre, con azioni di sanità pubblica, i fattori di rischio per malattie croniche derivanti dalle diete scorrette e dall’inattività fisica; 2. aumentare la consapevolezza di come dieta e attività fisica influenzano la salute e di quale sia la capacità preventiva degli interventi di sanità pubblica; 3. sviluppare le politiche nazionali e regionali; 4. promuovere la ricerca
  • nel 2005, il Libro Verde Oms “Promuovere le diete sane e l’attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche” (pdf 256 kb) analizza i costi di salute e quelli economici in Europa relativi ai due fattori di rischio. Identifica inoltre le strutture e gli strumenti necessari a livello comunitario per contrastarne i determinanti nonché individua i settori in cui agire
  • a maggio nel 2007, viene pubblicato il Libro Bianco “Una strategia europea sugli aspetti sanitari connessi all’alimentazione, al sovrappeso e all’obesità” (pdf 54 kb) che, partendo dai dati epidemiologici disponibili, individua i principi d’azione necessari per il contrasto della grave epidemia. Il documento inoltre sottolinea la necessità dell’integrazione delle strategie nei diversi settori della società. Richiama poi la necessità della collaborazione pubblico-privato, così come il coinvolgimento delle industrie, del settore pubblicitario e del marketing
  • a ottobre 2007, la Decisione n. 1350/2007/CE (pdf 88 kb) del Parlamento europeo e del Consiglio istituisce il secondo programma d’azione comunitaria in materia di salute (2008-2013)
  • nel 2008, la Risoluzione del Parlamento europeo sul Libro Bianco concernente “Una strategia europea sugli aspetti sanitari connessi all’alimentazione, al sovrappeso e all’obesità” presenta la proiezione al 2010 dei casi di bambini obesi o in sovrappeso ed evidenzia l’ambiente “obesogeno” in cui vivono i cittadini europei.

Le strategie future

Con il passare del tempo, la strategia Guadagnare salute-Gaining Health non ha di fatto potuto prescindere dal concetto di “salute in tutte le politiche” (Health in all policies) che negli ultimi anni si è affermato sia a livello internazionale che nazionale. È diventato sempre più evidente infatti che alcuni determinanti di salute sono al di fuori del diretto controllo del settore sanitario ed è quindi necessario coinvolgere settori diversi della società e delle istituzioni per creare alleanze e azioni sinergiche.

 

È però la strategia “Health 2020” che farà “ombrello politico” per gli Stati membri della Regione europea dell’Oms nei prossimi anni. Con questa nuova politica sociale e sanitaria comune l’Oms Europa focalizza la sua attenzione sui determinanti sociali della salute e sulle relative equità ponendoli al centro della propria agenda.

 

              
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