Come neutralizzare sul nascere i sintomi influenzali

Ultima modifica 19 mars 2021

Come più volte raccomandato dal Ministero della Salute, oggigiorno, in tempi di Covid-19, è essenziale essere in grado di distinguere una banale influenza stagionale dalla complessa sintomatologia provocata da un’infezione da coronavirus. Sintomatologia che, per molti aspetti, somiglia proprio a quella di un’influenza molto invasiva. D’altronde, anche l’influenza è una malattia di tipo virale che induce una serie di reazioni di tipo immunitario: febbre, costipazione, dolori articolari, emicranie e respirazione affannosa sono i più tipici. Pertanto, onde evitare di intasare i presidi medici locali di persone che possono curarsi a casa in maniera relativamente agevole, consentendo al personale sanitario di concentrarsi solo sui casi gravi (di coronavirus e altro), è bene avere ben chiaro come affrontare preventivamente l’aggressione del virus.

D’altronde, bisogna anche ricordare che per l’influenza esiste un vaccino accessibile e sicuro, distribuito gratuitamente all’inizio di ogni stagione fredda, il cui richiamo annuale evita la propagazione massiccia del virus e dunque l’estensione su larga scala della malattia. Invece, per coloro che, per scelta o per necessità, preferiscono non ricorrere al vaccino, non rimane che affidarsi a un’adeguata profilassi, fatta di piccole e grandi precauzioni quotidiane, la cui somma costituisce un argine sufficientemente efficace, utile a prevenire influenza e disturbi correlati.

La prima precauzione riguarda l’igiene personale, in particolare quella delle mani. Tramite i nostri arti superiori, infatti, entriamo a contatto con una moltitudine di superfici di provenienza eteroclita, che potrebbero essere veicoli di propagazione del virus. È dunque importante lavare spesso le mani con il sapone e, qualora ciò non sia possibile nell’immediato, evitare di toccarsi il viso, in particolare occhi, naso e bocca.

La seconda precauzione ha a che fare con lo stile di vita. Frequentare luoghi chiusi e affollati, privi di un ricambio d’aria costante (situazione abbastanza comune soprattutto in autunno e in inverno), aumenta esponenzialmente la possibilità di trasmissione del virus influenzale. Infatti, dal momento che quest’ultimo si trasmette per via aerea, penetrando nell’organismo umano soprattutto attraverso le vie respiratorie (anche se questo non è l’unico canale attraverso cui esso può introdursi), una circolazione d’aria limitata e la contemporanea compresenza di una moltitudine di persone non possono che favorire una circolazione molto più frenetica dell’agente patogeno. Pertanto, anche se a molti può apparire una forzatura, bisognerebbe evitare di frequentare luoghi con un’alta concentrazione di persone, quantomeno nel periodo di maggior picco dell’influenza. Per lo stesso motivo, sarebbe altresì opportuno evitare contatti con persone che hanno già contratto il virus, soprattutto se questi contatti prevedono lo scambio di posate bicchieri o altri oggetti di uso comune (ad esempio, il telecomando di un televisore).

Infine, è necessario rafforzare le difese immunitarie. La vitamina C (in combinato disposto con altre vitamine, come la A, la E e quelle del gruppo B), con le sue proprietà antiossidanti e antisettiche, costituisce l’alleato più prezioso, e per fortuna è di facile reperibilità, essendo presente in una varietà di alimenti di origine vegetale, sia frutta (agrumi, kiwi, mele, ananas) che verdura (broccoli, prezzemolo, cavoli). Alla dieta va anche aggiunta una quantità significativa di fibre (consigliabile soprattutto l’avena, per via del suo alto carico vitaminico e salino) e di probiotici (come quelli presenti, ad esempio, nello yogurt magro), al fine di ripristinare la flora intestinale.

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