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Alcol

L’alcol non è un bene di consumo ordinario, non è un nutriente ma una sostanza tossica per la quale non è possibile identificare livelli di consumo raccomandabili o sicuri, anche a causa delle differenze individuali in termini di vulnerabilità ai suoi effetti. A parità di quantità assunta, infatti, i livelli di alcolemia possono variare in funzione dei diversi fattori che influenzano la velocità con cui l’alcol viene assorbito e metabolizzato (età, sesso, abitudine al bere, ingestione contemporanea di cibo, tipo di bevanda).

 

L’accettabilità del consumo di alcol è determinata in gran parte da fattori sociali e culturali che sono alla base di un vissuto generalmente e storicamente favorevole all’assunzione di bevande alcoliche e che influenzano non solo la quantità ma anche le modalità e il contesto dell’assunzione.

 

Il bere in maniera moderata rientra nella tradizione italiana che, in linea con la cultura mediterranea, consiste nel consumo di alcol a tavola (specialmente vino), non lontano dai pasti e senza mai esagerare. Pur se accompagnare un pasto con un bicchiere di vino è sempre stato considerato un modo per esaltare il cibo e i piatti della nostra cucina, l’evidenza scientifica pone oggi numerosi elementi di giudizio che considerano età, sesso, condizioni e circostanze che sollecitano cautela nel bere in funzione dell’impossibilità di identificazione di una quantità di alcol al di sotto della quale non si registri un rischio per una condizione o problematica alcol correlata.

 

Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, si sono sviluppati comportamenti meno tipici della nostra cultura. Fra questi spicca il fenomeno del cosiddetto binge drinking, cioè l’assunzione episodica di grandi quantità di alcol fino al raggiungimento di uno stato di vera e propria ubriachezza. Proprio questo fenomeno, diffuso in particolare tra i giovani, impone una maggiore attenzione alle quantità di alcol consumate e soprattutto alle sue modalità di assunzione.

 

L’impegno del singolo nel limitare l’assunzione di bevande alcoliche trova il sostegno delle istituzioni e di altri soggetti che, oltre a programmare iniziative informative e comunicative finalizzate alla sensibilizzazione sul tema, prevedono anche interventi normativi volti a facilitare scelte orientate alla responsabilità e alla salute.

 

L’uso e l’abuso di bevande alcoliche possono provocare diverse patologie acute e croniche come la cirrosi del fegato, il diabete mellito, le malattie neuropsichiatriche, i problemi di salute materno-infantile, le malattie cardiovascolari e i tumori. Molti sono però anche i danni alcol-correlati dovuti a comportamenti associati a stati di intossicazione acuta, come nel caso degli incidenti stradali provocati dalla guida in stato d’ebbrezza, dei comportamenti sessuali a rischio, degli infortuni sul lavoro e degli episodi di violenza.

 

              
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